ANCORA UNA VOLTA, GENOVA CONTRO LA GUERRA

 

Venerdì quattordici febbraio, a partire dalle ore 10:00, si tiene in largo Eros Lanfranco – sullo spiazzo antistante il palazzo della Prefettura – un presidio contro la guerra, ed in particolare l’utilizzo del porto per caricare armi di distruzione di  massa.

 

Ad organizzarlo sono svariate sigle del mondo politico e sindacale cittadino, ma salta agli occhi che quelle maggiormente impegnate sono la Camera del Lavoro Metropolitana della Cgil, ed i lavoratori del porto.

 

Questa volta a firmare il volantino, che viene distribuito in numerose copie tra coloro che si trovano a passare di lì, non è il Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali, ma un più generico “gruppo di delegati sindacali del porto”.

 

Le rivendicazioni sono semplici, e continuano ad essere sempre le stesse, anche se probabilmente sostenute con parole edulcorate per non dispiacere troppo alcuni dei personaggi presenti alla manifestazione.

 

In sostanza si chiede con forza che il Governo non autorizzi l’uso delle strutture portuali per il carico di merci pericolose ed esplosive che sono in tutta evidenza destinate a Paesi in guerra che le utilizzano per il bombardamento delle popolazioni civili.

 

Il giorno successivo, sul medesimo spiazzo - a partire dalle ore 15:00, e con il portone del palazzo del Governo sbarrato - ha luogo una identica iniziativa, che vede la partecipazione di circa lo stesso numero di convenuti.

 

Essa è promossa da Rifondazione e dal Partito della Sinistra Europea, ma vede la partecipazione anche del Partito Comunista, che si schiera con una propria piattaforma diversa da quella degli ecumenici.

 

 

Bosio (Al), 17 febbraio 2020

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

 

http://pennatagliente.wordpress.com